p 105 .

Paragrafo 2 . Gli Asburgo e l'asse danubiano.

     
Dopo la morte di Ludovico il Bavaro tornarono sul trono i Lussemburgo.
Tale  casata, che avrebbe mantenuto un monopolio secolare sulla carica
imperiale,  si rappacific con il papa e rinunci a qualsiasi  pretesa
sull'Italia  centro-settentrionale,  limitandosi  ad  esercitarvi   un
potere  formale,  che  si  espresse nella concessione  di  investiture
feudali ai signori italiani. Nel frattempo i possessi territoriali dei
Lussemburgo  si erano ampliati con l'acquisizione per via matrimoniale
del regno di Boemia da parte del figlio di Enrico settimo, Giovanni.
     E  fu  proprio  in  Boemia che il nuovo imperatore  Carlo  quarto
(1355-1378),  figlio di Giovanni, decise di spostare il  centro  della
politica imperiale, gravitante in precedenza sull'area renana, facendo
di  Praga, sua citt natale, la capitale dell'impero. Questa  in  poco
tempo   si  ampli,  si  arricch,  acquist  importanza  commerciale,
culturale  e  politica,  mentre gli affari  italiani  vennero  per  il
momento accantonati.
     L'opera  pi  significativa di Carlo quarto fu  il  varo  di  una
riforma  costituzionale,  contenuta in un atto  chiamato  Bolla  d'oro
(1356)  che  affidava l'elezione imperiale a sette principi  tedeschi,
tre  ecclesiastici (gli arcivescovi di Colonia, Magonza e  Treviri)  e
quattro laici (re di Boemia, duca di Sassonia, conte del Palatinato  e
margravio di Brandeburgo).
     La  casata  lussemburghese continu ad esercitare  il  predominio
sull'impero  fin  quasi alla met del secolo quindicesimo,  prima  con
Venceslao  quarto  (1378-1400), poi con il fratello Sigismondo  (1410-
1437),  ma non riusc a costruire una forza politica e militare  degna
del passato imperiale.
     La  debolezza  dei  Lussemburgo si  manifest  in  tutta  la  sua
drammaticit   quando  Sigismondo,  che  aveva  acquisito   l'Ungheria
avendone  sposato la regina Maria d'Angi, si apprest a succedere  al
fratello  Venceslao, morto nel 1419, sul trono di Boemia. Qui infatti,
il  moto di riforma religiosa, guidato da Jan Hus (vedi paragrafo 4 di
questo  capitolo),  quando questi venne arso  sul  rogo  come  eretico
(1415)   con   l'approvazione  dell'imperatore,   aveva   assunto   le
caratteristiche di lotta nazionale antitedesca. Dopo duri scontri, nel
1434,  Sigismondo riusc ad imporre la propria sovranit sul trono  di
Boemia,  ma  dopo  tre anni mor e con lui si estinse  la  casata  dei
Lussemburgo.
     
     
     p 106 .
     
     Estintasi la casata dei Lussemburgo, tornarono dopo un  secolo  e
mezzo  sul  trono imperiale - per non abbandonarlo pi - gli  Asburgo,
grazie  al  matrimonio  di  Alberto  secondo  con  l'unica  figlia  di
Sigismondo. Essi unirono cos ai loro tradizionali possessi incentrati
sull'Austria  le propriet dei Lussemburgo, comprendenti  i  regni  di
Boemia e d'Ungheria. L'asse dell'impero si spostava decisamente  sulla
sua parte orientale, lungo le regioni bagnate dal Danubio.
     L'intrinseca  debolezza della compagine imperiale port  tuttavia
alla  temporanea  perdita di Boemia e Ungheria,  che  formarono  regni
indipendenti  retti  da  dinastie locali; ma  questo  non  intacc  il
primato politico della capitale asburgica, Vienna. Il prestigio  degli
Asburgo si sarebbe comunque accresciuto negli anni successivi,  e  non
tanto  in seguito all'acquisizione di vasti possessi per via militare,
quanto   grazie  alle  abili  e  fortunate  combinazioni  matrimoniali
allacciate con altre dinastie, che ne avrebbero connotato la  politica
per  secoli, ed avrebbero infine fatto coniare il motto Felix Austria,
nube! ("Sposati, felice Austria!").
